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Cosa fare quando muore un familiare: la guida pratica alla successione

  • Immagine del redattore: Marco Stra
    Marco Stra
  • 2 mar
  • Tempo di lettura: 4 min

La perdita di un familiare è un momento di grande dolore, al quale si aggiunge spesso il disorientamento di fronte agli adempimenti burocratici e giuridici da affrontare.

Sapere cosa fare, in quale ordine e con quali tempistiche è fondamentale per tutelare i propri diritti e non incorrere in sanzioni o decadenze.


Questa guida illustra i principali passaggi della successione, con l'obiettivo di offrire un orientamento pratico e chiaro a chi si trova ad affrontare questa situazione.



GLI ADEMPIMENTI DA NON TRASCURARE


Alla morte di una persona si apre la successione: il patrimonio del defunto — beni, diritti e debiti — si trasferisce agli eredi.

Questo trasferimento non avviene in modo automatico e indolore: richiede una serie di adempimenti formali, il principale dei quali è la presentazione della dichiarazione di successione.



LA DICHIARAZIONE DI SUCCESSIONE: COS'È E QUANDO PRESENTARLA


La dichiarazione di successione è il documento con cui gli eredi comunicano all'Agenzia delle Entrate l'avvenuta apertura della successione e indicano la composizione del patrimonio ereditario.


Deve essere presentata entro dodici mesi dalla data del decesso. Il mancato rispetto di questo termine comporta l'applicazione di sanzioni da parte dell'Agenzia delle Entrate, che possono essere significative in presenza di patrimoni rilevanti.


Sono esonerati dall'obbligo di presentazione soltanto gli eredi in linea retta (figli) e coniuge quando l'eredità è di valore inferiore a 100.000 euro e non comprende beni immobili.



CHI DEVE PRESENTARLA E CON QUALI DOCUMENTI


Sono obbligati alla presentazione della dichiarazione di successione: gli eredi, i legatari, i chiamati all'eredità che non abbiano rinunciato, i rappresentanti legali degli eredi incapaci e gli amministratori dell'eredità. È sufficiente che la dichiarazione sia presentata da uno solo dei soggetti obbligati.


I principali documenti necessari sono:


— Certificato di morte del defunto

— Documento di identità e codice fiscale del defunto e di tutti gli eredi

— Stato di famiglia del defunto

— Eventuale testamento (se esistente)

— Documenti relativi ai beni ereditari: visure catastali degli immobili, estratti conto bancari,

documenti relativi a partecipazioni societarie, crediti/debiti, ecc.

— Eventuale atto di rinuncia all'eredità di alcuni eredi


Lo Studio Notarile Marco Stra assiste i propri clienti nella raccolta della documentazione e nella predisposizione della dichiarazione di successione.



L'ACCETTAZIONE DELL'EREDITÀ: ESPRESSA, TACITA E CON BENEFICIO D'INVENTARIO


Una volta aperta la successione, i chiamati all'eredità devono decidere se accettarla o rinunciarvi. L'accettazione può avvenire in tre modi:


Accettazione espressa: il chiamato dichiara formalmente, con atto notarile o scrittura privata autenticata, di accettare l'eredità.


Accettazione tacita: il chiamato compie atti che presuppongono la volontà di accettare (ad esempio, paga i debiti del defunto con denaro proprio o dispone di beni ereditari).


Accettazione con beneficio d'inventario: consente all'erede di limitare la propria responsabilità per i debiti ereditari al valore dei beni ricevuti, senza rispondere con il proprio patrimonio personale.

È la forma più prudente quando non si ha certezza sulla consistenza del passivo ereditario. È obbligatoria per i minori e gli incapaci.


Il diritto di accettare l'eredità si prescrive in dieci anni dall'apertura della successione.



QUANDO CONVIENE RINUNCIARE ALL'EREDITÀ


La rinuncia all'eredità è la scelta più opportuna quando le passività ereditarie (debiti, mutui,

oneri fiscali) superano o rischiano di superare le attività. Rinunciando, il chiamato non subentra né nei beni né nei debiti del defunto.


La rinuncia deve essere effettuata con atto ricevuto dal notaio o dal cancelliere del tribunale. È pertanto essenziale effettuare una valutazione accurata della situazione patrimoniale del defunto prima di procedere.


Se vi sono eredi minorenni, la rinuncia richiede l'autorizzazione del giudice tutelare.



LA DIVISIONE DEL PATRIMONIO TRA COEREDI


Quando vi sono più eredi, il patrimonio ereditario entra in regime di comunione ereditaria: tutti gli eredi sono comproprietari di ciascun bene. Per uscire da questa situazione è necessario procedere alla divisione ereditaria, che può avvenire in due modi:


Divisione consensuale: gli eredi si accordano sulla ripartizione dei beni e formalizzano l'accordo con atto notarile.


Divisione giudiziale: quando non si raggiunge un accordo, è necessario rivolgersi al tribunale.

È una procedura più lunga e costosa, che lo Studio aiuta a evitare attraverso una mediazione preventiva.


Se nell'eredità sono compresi beni immobili, la divisione deve avvenire necessariamente con

atto notarile.



LA VOLTURA CATASTALE DEGLI IMMOBILI


Se il patrimonio ereditario comprende immobili, è necessario procedere alla voltura catastale:

l'aggiornamento della banca dati catastale con i nuovi intestatari (gli eredi). Questo adempimento è strettamente connesso alla dichiarazione di successione e viene generalmente curato dallo Studio contestualmente ad essa.



IL RUOLO DEL NOTAIO NELLA SUCCESSIONE


Il notaio non è obbligatoriamente coinvolto in tutte le fasi della successione, ma il suo intervento è necessario o fortemente consigliato nei seguenti casi:


— Accettazione espressa dell'eredità

— Accettazione con beneficio d'inventario

— Rinuncia all'eredità

— Divisione ereditaria con beni immobili

— Pubblicazione di testamento olografo

— Successioni con elementi di internazionalità


Oltre agli adempimenti formali, lo Studio Notarile Marco Stra offre consulenza preliminare per orientare gli eredi nelle scelte più importanti e per individuare la soluzione più vantaggiosa sotto il profilo giuridico e fiscale.


Per richiedere assistenza o fissare un appuntamento, è possibile contattare lo Studio presso le sedi di Alba e Dogliani.

 
 
 

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